giovedì 31 maggio 2012

don Chisciotte e don Camillo


Chi segue questo blog sa che non entro in discussioni o approfondimenti riguardanti i fatti di cronaca o le innumerevoli prese di posizione e polemiche sulla Rete su questa o quella notizia. 
Non lo faccio perché ritengo che qualunque intervento debba essere pensato e pesato, documentato e ragionato. Di boiate, polemiche inutili e bufale è già pieno il Web. 
Ci metto in media una settimana a scrivere uno striminzito commento al Vangelo, che è l’unica cosa che so fare (forse), figuriamoci se sono capace di commentare cose che non conosco. Per dare una notizia seriamente e in modo documentato, non essendo un esperto, ci metterei dei mesi, e nel frattempo la notizia è diventata vecchia ed è stata dimenticata.

Però stavolta qualcosa mi viene da dirlo, pur sapendo che non serve a niente. Chi vuole fare polemica, chi si limita a inoltrare senza ragionare, chi si sente eroe cliccando su ‘mi piace’, chi dà la colpa sempre a qualcun altro, continuerà imperterrito. E pazienza.


Papa cattivo cattivo! Il Dalai Lama sì che è un figo.
A questo appello si è affiancato anche quello riguardante la parata del 2 giugno.

Alcune considerazioni.

I due eventi, il Papa a Milano e la parata della festa della Repubblica, cadono negli stessi giorni (giornata delle famiglie l’1-3 giugno, festa della Repubblica 2 giugno), ormai vicinissimi. Le spese, motivate o criticabili che siano, sono già state fatte. A che servono appelli come questi? A sentirsi eroi perché si critica lo Stato e la Chiesa? Mi chiedo chi, tra coloro che hanno condiviso e inoltrato questi appelli, ha tirato fuori anche solo 10 euro di tasca sua per le popolazioni terremotate.

Il Dalai Lama donerà 50000 euro fonte
Una decisione generosa, in linea con la sua elevata personalità.

Ovviamente abbiamo subito a disposizione la relativa polemica


A parte le possibili osservazioni sulle virgole in posizioni fantasiose, e gli accenti e gli apostrofi latitanti, prendo spunto da questa domanda per verificare quanto ha dato la Chiesa Cattolica.

Innanzitutto il prezzo che ha pagato in prima persona (la Chiesa Cattolica non è solo il Vaticano)
  • Un prete morto, un altro ferito.
  • I cattolici che sono stati colpiti personalmente dal sisma nei loro affetti e nei loro beni.
  • chiese, istituti, scuole, comunità di accoglienza distrutti o inagibili.
Poi le risorse messe a disposizione immediatamente sul territorio nonostante le condizioni a volte disagiate:
  • Mobilitazione delle parrocchie, delle sedi Caritas, degli istituti religiosi e dei centri di accoglienza.
infine, per tornare ai contributi economici:
  • 100000 euro subito fonte
  • 1 milione di euro stanziati fonte
Cosa c’entra con tutto ciò la visita del Papa a Milano? Le famiglie cattoliche vogliono incontrare la loro guida, ed essendo tante persone (un milione stimato di pellegrini) mobilitano inevitabilmente le strutture della città in cui si ritrovano, Milano in questo caso. Questo crea una impegnativa gestione organizzativa, sicuramente. Spese per la città, indubbiamente. Si può discutere se sono spese sensate, certamente.  (fonte)
Ma queste persone non vanno lì a depredare una città e a lasciarla agonizzante. Vanno a fare una cosa che ritengono importante, come migliaia di altre che negli stessi giorni parteciperanno a iniziative culturali, politiche, religiose, sportive e musicali nella stessa città. Si può certo discutere sull'importanza di queste motivazioni. Chi detesta la religione le riterrà frivole e inutili, come me che ritengo frivole e inutili le risorse spese per l'alta moda o quelle che ruotano intorno al calcio. Ciascuno avrà i propri metri di giudizio, ma perchè a nessuno è venuto in mente di fare appelli su Facebook perchè siano dirottati sull'Emilia i proventi di un concerto o di una sfilata di moda?
 Accusare gli altri, in primo luogo lo Stato o la Chiesa, è un ottimo modo per evitare di mettersi in gioco e impegnare se stessi. Se gli altri sono cattivi ci si sente più buoni, anche senza aver fatto nulla. 
E in più fa sentire di essere dei nuovi Don Chisciotte.
Ai Don Chisciotte da tastiera preferisco ancora sempre Don Camillo.





5 commenti:

  1. Peraltro, se proprio vogliamo fare i "conti della serva", sicuramente la cosa costerà alla città di Milano, ma cosa la città avrà in cambio? E non parlo della ricchezza di poter incontrare gente di tutto il mondo.
    Parlo proprio di denaro sonante che va a finire nelle casse dei baristi-ristoratori-negozianti-albergatori ecc. di Milano e dintorni, nelle casse dei tassisti che faranno servizio quel giorno, nelle casse di chi venderà magliette-bandiere-cappellini, di chi magliette-bandiere-cappellini importerà o produrrà.

    E da ultimo nelle casse dello stato, che raccatterà ben più dei tre milioni spesi (sui quali mi piacerebbe avere una fonte, e magari confrontarla con quanto si spende in un campionato per la sicurezza negli stadi e per il trasporto dei "tifosi").
    Oltre al fatto che se uno viene dalla Spagna o magari da oltreoceano per questo fatto, mica sta a Milano 2 giorni, magari si fa un tour di una o due settimane in giro per l'italia.

    Grazie per la riflessione!

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