domenica 14 ottobre 2012

nullità




Sono rimasto indietro di una settimana :-(
Siccome il vangelo di domenica scorsa iniziava con una domanda a Gesù riguardo al ripudio, mi salvo in corner pubblicando alcuni dati riguardanti la nullità del matrimonio. Questione che di per sé non c’entra molto con il ripudio, cioè con il divorzio, che la Chiesa Cattolica non riconosce possibile, essendo il matrimonio un sacramento, cioè un’azione di Dio. 
Ma è possibile chiedere alla Chiesa di verificare se il sacramento è stato effettivamente celebrato. Nel caso si dimostrasse che nel momento della cerimonia del matrimonio non è stato celebrato in realtà alcun sacramento (per mancanza in uno o in entrambi gli sposi di uno o più aspetti fondamentali come ad esempio la libera scelta o l’impegno alla fedeltà), è possibile ottenere la dichiarazione di nullità del matrimonio.

Una delle questioni più discusse riguarda i costi. La vox populi fa circolare le voci più disparate, con cifre esorbitanti, che la renderebbero di fatto impossibile se non per i ricchi e i potenti che possono permetterselo.

 
Ecco i costi effettivi di una causa di nullità matrimoniale in Italia, stabiliti dalla Conferenza Episcopale Italiana:

Per chi introduce la causa (parte attrice): € 525,00 da versarsi al Tribunale, comprendente tutte le spese processuali per il primo e il secondo grado (è possibile chiedere una riduzione delle spese, fino alla gratuità, o la rateizzazione).

Per l’altra parte che si costituisce con un avvocato (parte convenuta): € 262,50 da versarsi al Tribunale, comprendente tutte le spese processuali per il primo e il secondo grado (è possibile chiedere una riduzione delle spese, fino alla gratuità, o la rateizzazione).

Se l’altra parte non si costituisce con avvocato il processo non ha nessun costo.

Onorari degli avvocati di fiducia (quelli che sono ammessi a svolgere il loro incarico presso i Tribunali ecclesiastici): da un minimo di € 1.575,00 a un massimo di € 2.992,00 per il primo grado, a cui si sommano tutti gli oneri fiscali previsti dalle leggi italiane; l’effettivo onorario viene stabilito alla fine del processo in base a lavoro svolto dall’avvocato. Se in secondo grado la causa richiede un ulteriore approfondimento, l’onorario dell’avvocato andrà da un minimo di € 604,00 a un massimo di €1.207,00. Tutte queste spese possono essere ridotte fino alla possibilità del gratuito patrocinio.

E’ possibile anche avvalersi di un avvocato messo a disposizione dal Tribunale (Patrono Stabile) che viene remunerato dalla Conferenza Episcopale Italiana e che non costa nulla alla parte che si avvale della sua assistenza.

 
Alcune questioni legate alla causa di nullità

Per tutti coloro che intendono verificare la possibilità di introdurre una causa di nullità, il Tribunale Ecclesiastico mette a disposizione degli avvocati (Patroni Stabili) che svolgono un primo servizio di consulenza previa: lo scopo di tale servizio è ricostruire le vicende che hanno preceduto il matrimonio e quelle della vita matrimoniale, così da avere elementi per valutare la presenza di possibili motivi di nullità e capire in quali modi e tempi introdurre un’eventuale causa per la dichiarazione di nullità.
Questi incontri di consulenza previa, qualunque sia l’esito e a prescindere dall’effettivo inizio di una causa di nullità, sono totalmente gratuiti.
È possibile iniziare una causa di nullità anche se l’altro coniuge non vuole collaborare.
È possibile iniziare una causa di nullità anche se sono passati molti anni dal matrimonio in chiesa e anche se si vive già con altri.
È possibile iniziare una causa di nullità anche se si hanno figli.

1 commento:

  1. Il debunking ecclesiastico, nuova frontiera :-)

    Molto utile

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