mercoledì 7 gennaio 2015

Regali

Mt 2, 1-12


Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

Ci sono tre modi di fare regali.

Un primo, molto superficiale, è quello di regalare agli altri cose che piacciono o servono a noi. E’ il modo più sicuro per mettere in circolazione oggetti che verranno abbandonati su qualche mensola o in qualche soffitta, oppure saranno riciclati appena se ne avrà l’occasione.



Un secondo criterio richiede già una certa capacità di uscire da se stessi e considerare la persona che si ha di fronte, nel porsi la domanda: cosa gli piace? Cosa desidera? Cosa gli serve? Probabilmente questa riflessione porterà alla scelta di un regalo che verrà apprezzato o sarà utile a chi lo riceve.

Ma c’è un terzo modo, molto più profondo, in cui il regalo è un segno di ciò che si vuole dire e comunicare. L’innamorato che regala un fiore di prato alla sua bella dicendole ‘ti amo’, dona qualcosa di scarsissimo valore materiale, ma con un significato affettivo e relazionale enorme. E la ragazza conserverà tra le pagine del proprio diario quel fiorellino insignificante e preziosissimo per tutto il resto della sua vita.



Con i loro doni simbolici, i magi proclamano Gesù per quello che è. Con l'incenso lo riconoscono Dio, con l'oro lo accettano quale re, con la mirra esprimono la fede in colui che sarebbe dovuto morire.

san Pietro Crisologo, discorso 160



Oro e incenso proclamano
il Re e Dio immortale,
la mirra annuncia l’uomo
deposto dalla croce.

Dall’inno della liturgia delle Ore dell’Epifania


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